


Mika Umbria Jazz 2025
Promo!!!
Un’esperienza unica per vivere una mini vacanza in occasione di Umbria Jazz e del concerto di Mika.
Scopri con noi la nostra promo Concerto + Soggiorno
Quota a partire da Euro 165,00
La quota per persona in camera doppia comprende:
- Una notte di pernottamento con sistemazione in camera doppia/matrimoniale con prima colazione
- Concerto incluso
- Assicurazione Viaggi Europ Assistance
La quota non comprende
- Extra e mance di carattere personale
- Tassa di soggiorno laddove prevista da versare in contanti
- Quanto non indicato nella voce “La quota comprende”
Condizioni di Viaggio
Alla conferma di disponibilità verrà richiesto il versamento del deposito pari al 30% del pacchetto.
Il versamento del saldo è richiesto entro 30 giorni dalla data di arrivo.
La copertura assicurativa Europ Assistance si formalizzerà al versamento del saldo
Eventuali cancellazioni dovranno essere comunicate via email a info@umbriasi.it
Per cancellazioni successive il versamento del saldo fino alla data di arrivo, ritardato arrivo e/o anticipata partenza, no show (ovvero non presentazione) verrà richiesto l’ammontare totale della pratica.
Si potrà attivare la copertura assicurativa Europ Assistance (per i casi previsti dalla copertura) che verrà formalizzata all’atto del versamento del saldo.
Prenota ora e paga dopo!
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Soggiorno a Umbria Jazz 2025
PH DAVID MORRESI © UMBRIA JAZZ
Soggiorno a Umbria Jazz
Promo!!!
Un’esperienza unica per vivere Perugia e Umbria Jazz
Hai già il tuo biglietto????
Ti aiutiamo noi per trovare la migliore soluzione per il pernottamento!
Quota a partire da Euro 54,00
La quota per persona in camera doppia comprende:
- Una notte di pernottamento con sistemazione in camera doppia/matrimoniale con prima colazione
- Assicurazione Viaggi Europ Assistance
La quota non comprende
- Extra e mance di carattere personale
- Tassa di soggiorno laddove prevista da versare in contanti
- Quanto non indicato nella voce “La quota comprende”
Condizioni di Viaggio
Alla conferma di disponibilità verrà richiesto il versamento del deposito pari al 30% del pacchetto.
Il versamento del saldo è richiesto entro 30 giorni dalla data di arrivo.
La copertura assicurativa Europ Assistance si formalizzerà al versamento del saldo
Eventuali cancellazioni dovranno essere comunicate via email a info@umbriasi.it
Per cancellazioni successive il versamento del saldo fino alla data di arrivo, ritardato arrivo e/o anticipata partenza, no show (ovvero non presentazione) verrà richiesto l’ammontare totale della pratica.
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Holiday oil
Holiday Oil
Promo!!! Euro 999,00 a persona
Un’esperienza unica nel suo genere, dove ti troverai catapultato in una stupenda realtà rurale e potrai vivere a pieno il ciclo produttivo dell’olio, imparare tecniche di potatura e raccolta oltre che immergerti nella realtà e nella cultura contadina umbra, preparando e assaporando piatti della nostra tradizione.
LA POTATURA
Date da scegliere per il soggiorno
– 14 marzo 2025 – 16 marzo 2025
– 21 marzo 2025 – 23 marzo 2025
– 28 marzo 2025 – 30 marzo 2025
– 04 aprile 2025 – 06 aprile 2025
– 11 aprile 2025 – 13 aprile 2025
Il primo periodo di soggiorno andrà dal 14 marzo 2025 al 12 aprile 2025 e consentirà al partecipante di scegliere il proprio piantone di ulivo e iniziare a prendersene cura con la potatura.
VENERDI
Arrivo nel pomeriggio e traversata da San Feliciano a Isola Polvese.
Passeggiata con l’agronomo tra i piantoni e scelta della pianta.
Aperitivo in struttura con affettati, formaggi, composte e vino locale.
Cena in struttura e pernottamento
SABATO
Al mattino dopo una ricca colazione, sarete condotti al piantone per apprendere le tecniche di potatura, che poi applicherete alla vostra pianta.
Durante la potatura verrà servita una merenda.
Pranzo in struttura.
Nel pomeriggio corso di cucina tipica.
Cena in struttura e festa finale della potatura
DOMENICA
Dopo la prima colazione verranno messe le targhe su tutti i piantoni con il nome del proprio adottatore
Rientro sulla terraferma
LA RACCOLTA
Date da scegliere per il soggiorno
– 03 ottobre 2025 – 05 ottobre 2025
– 10 ottobre 2025 – 12 ottobre 2025
– 17 ottobre 2025 – 19 ottobre 2025
– 24 ottobre 2025 26 ottobre 2025
– 07 novembre 2025 – 09 novembre 2025
Il secondo periodo di soggiorno andrà dal 03 ottobre 2025 al 07 novembre 2025 e consentirà al partecipante di vivere l’esperienza della raccolta e della spremitura delle olive, tornando a casa con l’olio evo prodotto dalla propria pianta
VENERDI
Arrivo nel pomeriggio e traversata da San Feliciano a Isola Polvese.
Passeggiata con l’agronomo tra i piantoni per ammirare i frutti e per le prime nozioni sulla spremitura.
Cena in struttura e pernottamento
SABATO
Al mattino dopo una ricca colazione, sarete condotti al piantone per la raccolta delle olive.
Merenda sul campo.
Pranzo in struttura.
Nel pomeriggio spostamento sulla terraferma per andare al mulino per la spremitura
Merenda con bruschette all’aglione e olio nuovo
Cena in struttura e festa finale della raccolta
DOMENICA
Dopo la prima colazione verranno consegnate le bottiglie del proprio olio prodotto.
Rientro sulla terraferma
Promo!!! Euro 999,00 a persona
La quota per persona in camera doppia comprende:
- Sistemazione in camera doppia/matrimoniale
- 2 soggiorni di 3 giorni e 2 notti nei due periodi LA POTATURA e LA RACCOLTA
- Trattamento di pensione completa bevande incluse
- Trasporto in barca da San Feliciano ad Isola Polvese
- Corso di Cucina
- Merende durante LA POTATURA e LA RACCOLTA
- Assistenza dell’Agronomo
- 5 foto digitali spedite durante il periodo di assenza
- Targa di legno personalizzata per il proprio albero
- Olio evo prodotto dal proprio albero (minimo garantito 3 litri)
- Assicurazione Viaggi Europ Assistance
La quota non comprende
- Extra e mance di carattere personale
- Tassa di soggiorno laddove prevista da versare in contanti
- Quanto non indicato nella voce “La quota comprende”
Supplementi e Riduzioni
- Sistemazione in camera singola Euro 65,00 per persona a notte
- Riduzione terzo letto adulti – 15% sulla quota a persona in camera doppia
- Riduzione terzo letto adulti – 25% sulla quota a persona in camera doppia
CONDIZIONI DI VIAGGIO
Le partenze nei due periodi LA POTATURA e LA RACCOLTA sono sempre garantite al raggiungimento di numero minimo di 10 partecipanti.
Il raggiungimento di tale numero verrà confermato entro 20 giorni dalla partenza del viaggio.
Potranno essere proposte in alternativa ai partecipanti delle date per entrambi i periodi dove è più probabile che si raggiunga il numero minimo di partecipanti.
Una volta raggiunto il numero minimo di partecipanti verrà richiesto il versamento del deposito pari al 30% del pacchetto.
Il versamento del saldo è richiesto entro 15 giorni dalla partenza del viaggio.
La copertura assicurativa Europ Assistance si formalizzerà al versamento del saldo
Eventuali cancellazioni dovranno essere comunicate via email a info@umbriasi.it
Per cancellazioni successive il versamento del saldo fino alla data di arrivo, ritardato arrivo e/o anticipata partenza, no show (ovvero non presentazione) verrà richiesto l’ammontare totale della pratica.
Si potrà attivare la copertura assicurativa Europ Assistance (per i casi previsti dalla copertura) che verrà formalizzata all’atto del versamento del saldo.
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Umbria un cuore di cioccolato
Umbria un cuore di cioccolato
A partire da Euro 325,00 a persona
1° Giorno
Arrivo a Perugia resa famosa in tutto il mondo dalla Perugina e dal suo ottimo cioccolato.
Nel pomeriggio la passeggiata nel centro storico prevede l’ingresso a Perugia Sotterranea, un vero e proprio salto indietro nel tempo sotto la cattedrale di San Lorenzo.
Prima di andare in struttura, sosta di piacere in una cioccolateria del centro storico per una degustazione.
Sistemazione in struttura per il pernottamento
2° Giorno
Dopo la prima colazione ci si sposta verso il nostro Lago Trasimeno che visto dallo spazio disse l’astronauta Parmitano “Sembra un cuore”. Passeggiata per Passignano sul Trasimeno piccola perla turistica del Lago, dove sarà possibile prendere il traghetto per raggiungere l’Isola Maggiore, l’unica abitata, con un piccolo circuito museale.
Pranzo a Isola Maggiore
Cena libera e pernottamento
3° Giorno
Dopo la prima colazione nel rientrare verso la propria destinazione si potrà effettuare una sosta per una passeggiata a Todi città medievale nominata la “città più vivibile del mondo”.
Degustazione con merenda in Cantina.
La nostra migliore è a partire da Euro 325,00 per persona
La tariffa si intende a persona in camera doppia e comprende:- 2 notti di pernottamento con prima colazione
- Ingresso a Perugia Sotterranea
- degustazione di cioccolata a Perugia
- Escursione giornaliera a Isola Maggiore da Passignano sul Trasimeno (biglietto a/r battello, circuito museale, pranzo)
- Degustazioni di vini in cantina con merenda a Todi
- Assicurazione viaggi Europ Assistance
- Extra, mance ed offerte
- Mezzo di trasporto
- City tax laddove introdotta dal Comune di riferimento
- Quanto non espressamente indicato nella voce “la tariffa comprende”
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Federico da Montefeltro by bike
Federico da Montefeltro by bike

Itinerario Federico da Montefeltro
Gubbio-Urbino
Durata: MTB h 4,40 E-MTB h 3,36
Distanza: 61,7 km
Dislivello: 1.280+
Punti di interesse: Gubbio, Cantiano, Cagli, Fermignano, cascata del Metauro, Urbino.
Itinerario di 75 km che separano la città ducale dalla città natale di Federico da Montefeltro.
È un itinerario ricco di arte e cultura da un lato e di meravigliosi paesaggi naturali dall’altro, quello che collega Gubbio ad Urbino.
Il percorso si sviluppa in gran parte su strade panoramiche e a basso traffico, immerse nella ridente campagna umbro-marchigiana, toccando i luoghi in cui Federico da Montefeltro una delle figure più celebri
del rinascimento, ebbe una forte influenza.
Partenza da Gubbio città natale di Federico da Montefeltro.
A Gubbio andavano l’affetto di Federico e la massima intensità dei suoi sentimenti, come scrive nel 1446: «perché ve acertamo che lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra».
È qui che fece costruire il suo palazzo quale seconda sede del ducato e seconda capitale ricca di vestigia preromane e classiche.
Si sale alla volta di Urbino, lungo la strada vecchia Contessa, attraversando gli antichi confini dello stato feltresco, Cantiano e Cagli dove il Duca fu Signore per nascita con titoli ottenuti dal padre tramite
investitura pontificia nel 1424 dc.
A Cagli Il Torrione è tutto ciò che rimane dell’antica fortezza, progettata da Francesco Di Giorgio Martini, che faceva parte di un piano di difesa voluto dal Duca Federico da Montefeltro.
Dismessa la sua funzione di difesa, il Torrione oggi non è solamente un bellissimo monumento storico, ma anche la sede del Centro di Scultura Contemporanea. Le sale ospitano opere di artisti di fama internazionale,
come Mattiacci, Kounellis, Nagasawa, Icaro e tantissimi altri. Le loro sculture poggiano su una scenografia inedita e originale, si armonizzano con pietra e mattoni, creando un effetto incredibilmente suggestivo.
Fermignano è una piccola cittadina di origine romana che sorge sulla sponda sinistra del fiume Metauro, con tutto attorno il panorama morbido e collinoso tipico del Montefeltro.
Dopo circa 60 Km l’arrivo ad Urbino la città dichiarata Patrimonio Unesco, culla del Rinascimento italiano e città di Raffaello. Urbino è la perla delle Marche conosciuta anche come la “città ideale” per via
dell’omonimo dipinto conservato presso il Palazzo Ducale una delle più belle opere del Rinascimento e cuore pulsante della città di Urbino a cui parteciparono alcuni fra i più grandi architetti, pittori, scultori e
maestranze chiamati da Federico da molte parti d’Italia e d’Europa.
Urbino è la rappresentazione perfetta di un classico borgo italiano: i vicoli che si incrociano, il profumo di buono a ogni angolo, il magnifico panorama che circonda la cittadina e poi… tanta arte!
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Ex Ferrovia da Camporeggiano a Fossato di Vico
Ex Ferrovia da Camporeggiano a Fossato di Vico

Traccia Ex Ferrovia da Camporeggiano a Fossato di Vico
Punti di interesse toccati:
Gubbio:
È nota come la “città di pietra” e sorge sul fianco del monte Ingino: Gubbio vi conquisterà a prima vista con il suo fascino
medievale tutto da scoprire nel suo labirinto di vicoli e stradine.
La lunga storia di Gubbio
Le origini di Gubbio affondano le radici nell’antica civiltà umbra, come testimoniato dalle cosiddette Tavole Eugubine scritte in lingua umbra e risalenti al III-I secolo a.C. Potete ammirarle nelle sale del Museo Civico a Palazzo dei Consoli.
Il periodo d’oro di Gubbio ha inizio intorno al Mille, all’epoca dei Comuni. Sotto la guida del vescovo Ubaldo, nel 1100,
la città vinse una guerra contro Perugia. Nel frattempo si diffusero le arti e i mestieri, tra cui la lavorazione delle maioliche. Con il 1300 la città assunse la forma che ha ancora oggi. È a quell’epoca che risalgono alcuni dei palazzi più belli di Gubbio.
Una passeggiata in centro
Cominciate il giro dal gioiello di Gubbio, Piazza Grande o Piazza della Signoria, una piazza “pensile” che si affaccia sulla città. Ai suoi lati si trovano i palazzi pubblici della città: Palazzo dei Consoli in stile gotico e Palazzo Pretorio, uno di fronte all’altro. Date un’occhiata anche al Palazzo Ranghiasci Brancaleoni che si trova sulla stessa piazza.
A due passi c’è il Palazzo Ducale in stile rinascimentale. Dai giardini di Palazzo Ducale si ha una bella vista sulla città. Fate attenzione alla porta alta e stretta a lato del grande portone: è la Porta del morto. Secondo la leggenda da qui passavano le bare dei defunti. Lungo le mura, che si trovano poco sopra il palazzo e risalgono al 1200, si aprono sei porte, alcune delle quali ancora decorate con pitture e stemmi cittadini.
Tra le chiese non dovreste perdere la cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo. Merita un salto anche la chiesa di San
Francesco, edificata sui terreni dell’antica famiglia degli Spadalonga che lo avrebbe accolto dopo aver lasciato la casa di
suo padre e tutti i suoi averi. Si trova ai piedi della città, dove nel Medioevo si teneva il mercato e c’è ancora la
lunghissima Loggia dei Tiratori, costruita nel 1600 dalla corporazione dei tessitori. Qui tendevano i panni di lana appena
tessuti.
La vera meraviglia di Gubbio è tuttavia la Fontana dei Matti davanti al palazzo del Bargello. Tutti possono ottenere la patente da matto facendo tre giri intorno alla fontana e facendosi bagnare alla presenza di un abitante di Gubbio che lo certifichi.
Dove spingersi nei dintorni
Basta uscire dalle mura medievali di Gubbio e si dischiude un altro mondo di sorprese da scoprire: il teatro romano, il mausoleo romano poco distante, l’abbazia di San Secondo, la secentesca Madonna del Prato ricca di stucchi e la chiesa della Vittorina costruita proprio dove, secondo la leggenda, San Francesco incontrò il lupo.
La gola del Bottaccione
Nei dintorni di Gubbio si trovano le gole del Bottaccione, ideali per una gita poco fuori città. È una profonda gola dovuta all’erosione del torrente Carmignano, ma è anche ricchissima di testimonianze storiche. Qui si trova un acquedotto che corre lungo la gola e risale al Medioevo.
Nella gola si trova anche il Monastero di Sant’Ambrogio, che sorge nei pressi di una cittadella preistorica risalente al paleolitico. L’eremo è del 1300 ed era noto per le sue regole severe oltre che per la posizione inaccessibile che garantiva silenzio e solitudine. Non perdete la visita, a cominciare dalle grotte sotterranee per finire con gli affreschi della chiesa
In cima al monte Ingino: la Basilica di Sant’Ubaldo
La Basilica di Sant’Ubaldo si trova proprio in vetta al monte che veglia su Gubbio, ma niente paura, se non ve la sentite di scarpinare potete raggiungerla con una comoda funivia e avrete tutta la città ai vostri piedi. Qui si custodisce l’urna con il corpo di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio. E vi arriva anche la famosa corsa della Festa dei Ceri del 15 Maggio.
La chiesa è di origini medievali, ma nel corso del 1500 fu ampliata con l’aggiunta del convento e del chiostro. Non fatevi
ingannare dalla semplicità dell’esterno, entrate per ammirare la ricchezza delle cinque navate e le vetrate istoriate che
raccontano la vita di Sant’Ubaldo.
Castello di Colmollaro
II Castello di Colmollaro si trova sopra un rialzo del terreno, in parte circondato da un fitto bosco, lungo la strada per Galvana e Serra Brumonti nel settore sud-orientate del territorio eugubino.
Pur rappresentando l’ultimo baluardo difensivo della conca eugubina in quest’area, viene ricordato soprattutto perché feudo dei Raffaelli, una nobile famiglia, eugubina di orientamento ghibellino di Cui un rappresentante, Bosone Novello strinse amicizia con Dante Alighieri presso Arezzo dove si era rifugiato dopo la cacciata dei ghibellini da Gubbio.
La tradizione riporta la notizia che il sommo poeta esule della patria, trovò rifugio presso l’amico Bosone che, una volta ritornato a Gubbio, si stabilì in questo castello dove Dante, suo ospite, scrisse una parte della Divina Commedia.
La prima documentazione relativa alla struttura risale al 12 novembre 1191, quando Papa Celestino III accolse il monastero di S. Donato di Pulpiano sotto la protezione Apostolica, confermandogli possesso dei suoi beni, tra cui la Chiesa di Sant’Angelo di Colmollaro.
Quanto al nome del luogo, dove sorge il Castello, troviamo vocaboli come “Collemolinaro“, “Colmolacio“, “Colmollario“, “Colle Morario” o “Colmulario”, che permettono di avanzare varie ipotesi, come colle del molino, colle del mulo e colle molle, ritenendo più probabile la prima etimologia, per il fatto che un molino effettivamente esisteva a Galvana, località limitrofa a Colmollaro.
Il Castello vero e proprio viene nominato per la prima volta in relazione alle lotte intestine della Gubbio della seconda metà del XIV secolo.
Secondo quanto riportato dal canonico Vittorio Pagliari, la costruzione del Castrum è da collocarsi intorno all’anno Mille, periodo in cui nascono molti altri feudi del territorio eugubino, destinati a presidiare i confini, in relazione all’espandersi del sistema feudale tra il X e l’XI secolo.
La custodia dei castelli veniva garantita da una piccola guarnigione di soldati, comandati da un capitano che talvolta prendeva anche il nome di castellano o notaio.
In relazione a Colmollaro, conosciamo il nome di due soli capitani: Dompnus Angelo Manciae, capitano nel 1396, e un certo Mascius, tra il 1410 e il 1412.
In questo Castello si è svolta un’intensa attività politica, diplomatica e militare: e da Colmollaro arrivavano e partivano notte e giorno dei corrieri che garantivano l’ordinario flusso di notizie da e verso il potere centrale.
Il loro era un lavoro delicato, spesso difficile e pericoloso.
Documenti d’archivio ricordano, ad esempio, l’episodio del 20 agosto 1380 quando Petto Matoli et ser Johanni Paulelli, ambasciatori inviati dal Comune di Gubbio a Colmollaro per trattare il ritorno di alcuni fuoriusciti, prima vennero derubati di un mulo, un cavallo e delle armi, poi vennero incatenati e condotti al Castello di Giomici.
A tale servizio erano addette anche delle donne: il 31 agosto 1382 giunsero al castello con dei documenti da consegnare due donne, una delle quali chiamata Mite.
In questo periodo il castello viene acquisito dalla nobile famiglia eugubina dei Raffaelli – Caffarelli.
Nel 1388 capeggiava questa famiglia Bosone III di Bosone Raffaeili detto l’Ungaro per il suo lungo soggiorno in quelle terre, più volte ricordato da una documentazione d’archivio nelle vesti di ambasciatore; si ricorda in particolare l’episodio che lo vede in veste di diplomatico, insieme a Francesco Uguccione, presso il conte Antonio da Montefeltro, con il quale raggiunge un accordo di pace, e quello che lo menziona come consulente a Firenze coadiuvato da Guadagno di Landolfo in difesa di Cante II.
Il 15 giugno 1477 il castello, per disposizione testamentaria passa a Francesco nipote di Bosone III; alla sua morte, avvenuta nel 1494 senza lasciare eredi maschi, il suo patrimonio tra cui il maniero, viene spartito tra le tre figlie sposate.
Tra il 1528 e il 1531, dopo una lunga serie di alienazioni, il castello diventa proprietà dei Canonici della Cattedrale di Gubbio per la somma di 6750 fiorini che lo detengono fino al 1888 quando passa, insieme alla tenuta, al principe don Giulio Torlonia. Nel 1898 il Castello viene dichiarato monumento nazionale.
Ex stazione di Branca
La stazione fu inaugurata il 5 aprile 1886, e rimase attiva fino al 22 maggio 1945, quando la ferrovia, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, cessò definitivamente l’esercizio.
A Branca si attestò l’ultimo convoglio che percorse la linea: si trattava di un treno viaggiatori che fu mitragliato dai tedeschi poco prima della stazione, per poi essere trainato da un trattore nel piazzale della stazione stessa. Sono stati mantenuti, e resi ben visibili, i 12 fori provocati dai proiettili sulla facciata lato binari del fabbricato viaggiatori.
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Dalla pietra al mare
Dalla pietra al mare

Cuore pulsante della città e protagonista di qualsiasi visita è la scenografica e panoramica piazza Grande, straordinario esempio di “piazza sospesa”, sostenuta dagli archi che si possono ammirare nella parte bassa di Gubbio, dalla quale si gode uno splendido panorama sulla valle.
La piazza ospita Palazzo dei Consoli, simbolo della città, realizzato in stile gotico a testimoniare l’importanza di Gubbio in epoca medievale. All’interno di palazzo dei Consoli c’è il museo civico di Gubbio, con il “campanone” e le sette “Tavole Eugubine”, il più importante documento per la storia dei popoli italici, datate fra il III e il II secolo a.C. Il palazzo dei Consoli ha inoltre un curioso primato storico: è il primo palazzo italiano ad avere avuto l’acqua corrente, tubature e servizi igienici.
Nella parte bassa dell’abitato si sviluppa piazza Quaranta Martiri, nel Medioevo area di mercato. Sul lato sud si trova la chiesa di San Francesco, alla quale è legato l’episodio di San Francesco e il lupo. Secondo il racconto, arrivato a Gubbio, San Francesco trovò la città deserta perché gli abitanti avevano paura di un feroce lupo. San Francesco si addentrò nella foresta e strinse un patto con l’animale che prevedeva che il lupo non aggredisse più gli uomini, che lo avrebbero invece sfamato e curato. La pietra su cui fu siglato il patto e la pietra della tomba in cui il lupo fu poi seppellito sono ancora visibili in questa chiesa. Nella parte più alta della città, invece, a 908 metri sul livello del mare, sul monte Ingino, si può ammirare la basilica di Sant’Ubaldo che ospita le spoglie del santo e i famosi ceri. Vale la pena salire a piedi o con la funivia. La piccola avventura in funivia è consigliata: si sale per circa 500 metri sospesi nel vuoto in una piccola “gabbia” in cui entrano al massimo 2 persone, con vista panoramica mozzafiato sui tetti di Gubbio e sulla campagna circostante.
Il comune di Scheggia e Pascelupo è un territorio montuoso di circa 64 km², che occupa la porzione nord-orientale dell’Umbria, al confine con le Marche, ed è l’unico comune umbro situato interamente nel versante adriatico della catena appenninica. Immerso nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, occupa una vasta zona del parco del Monte Cucco. Boschi, pareti rocciose, forre, sorgenti di acqua limpida sono frequenti.
La zona, oltre a una notevole varietà di piante come il faggio, il leccio, la roverella, ospita anche specie animali rischio di estinzione, come il lupo appenninico, l’aquila reale e la lontra. Nei pressi si trovano il monte Catria (1701 m), il monte Cucco (1566 m), il monte Motette (1331 m), il monte Le Gronde (1373 m), la forra di Rio Freddo e la Valle delle Prigioni.
Il fiume Sentino, con il suo corso lungo la valle omonima, attraversa il territorio del comune, ma numerosi altri sono i corsi d’acqua, tra i quali spiccano per importanza di portata il Rio Freddo (proveniente dal massiccio del Monte Cucco), il Fiume Artino e il Fosso della Gorga (che
provengono dal gruppo del Monte Catria), il Fosso della Pezza (dal Monte Tino), il Fosso di Campitello o Bulgarello, e il fosso Sanbucara (provenienti dal Monte Motette) e il Fosso la Foce (dal monte Orneti).
Numerose in tutto il territorio montuoso circostante sono anche le sorgenti e le fonti di acqua fresca tra le quali fonte Fontanelle (783 m), fonte S. Giglio, fonte le Campora e fonte Peschi lungo le pendici del Monte Motette, fonte Lorno (877 m), fonte Bregna (830 m) lungo il Monte Foria e fonte Tino sulle spianate del Monte Forcello.
La montagna di Scheggia è il monte Calvario (949 slm) sul quale è situato il santuario di monte Calvario. Il suo nome deriva dal latino calles oviariae ossia “sentieri delle pecore”, infatti il monte è
la via d’accesso per i pascoli del monte Cucco. Le sue origini risalgono alla fine del primo millennio d.C. e sono strettamente legate alla storia della congregazione dei Camaldolesi. L’eremo fu forse fondato da san Romualdo nel 980. Notevole impulso diede all’abbazia l’opera di san Pier Damiani, che qui divenne monaco nel 1035 e Priore dal 1043, non solo per l’ampliamento delle costruzioni originarie ma anche per un
forte sviluppo culturale e spirituale che fece dell’eremo un punto riferimento religioso e sociale.
La tradizione riporta il numero di 76 santi e beati vissuti nell’eremo. L’Eremo viene citato nella Divina Commedia (Paradiso, canto XXI) da Dante Alighieri, il quale sembra che ne sia stato anche ospite. Il piazzale antistante la basilica; sulla sinistra l’entrata al chiostro e sulla destra lo scriptorium Eretta abbazia nel 1325, Fonte Avellana divenne una potenza socio-economica e, di lì a poco (anno 1392), conobbe la pratica della commenda (XIV – XV secolo). Nel 1569 ad opera di papa Pio V Ghilslieri fu soppressa la congregazione autonoma avellanita che aveva sino ad allora retto il monastero, passando alla congregazione camaldolese. Nemmeno quarant’anni dopo, nel 1610, passò alla congregazione cenobitica camaldolese di San Michele di Murano, per poi ritornare agli inizi del novecento alla congregazione camaldolese. Fonte Avellana restò “commendata” fino a quasi tutto il 1700, ed anche se ebbe commendatari come il cardinale Giuliano della Rovere (poi Giulio II), che lasciarono segni di carattere edilizio ed abbellimenti del tutto degni di nota, nondimeno risentì profondamente degli inevitabili condizionamenti, motivo per cui la decadenza della sua vita monastica fu inesorabile, anche se lenta.
Tale declino si concluse con la soppressione napoleonica del 1810 e di lí a poco quella italiana del 1866. Tornata sotto la gestione dei monaci camaldolesi nel 1935, oggi Fonte Avellana ha ritrovato il suo antico splendore, sia spirituale sia architettonico.
Il coro della Basilica del Monastero di Fonte Avellana Il 5 settembre 1982 papa Giovanni Paolo II ha visitato Fonte Avellana in occasione delle celebrazioni del millenario della fondazione dell’Eremo. Nel marzo dello stesso anno il Papa aveva elevato la chiesa abbaziale alla dignità di basilica minore. Dal 2007 anche il Giardino Botanico del monastero, da sempre riservato ai monaci, è aperto al pubblico.
Il territorio del Comune di Frontone è stato abitato fin dai tempi più remoti; la prima popolazione che creò un insediamento stabile fu sicuramente quella degli Umbri e più tardi giunsero prima i Celti e poi i Romani, quindi la zona venne conquistata dai Longobardi ai quali si sostituirono poi i Franchi. I primi documenti scritti che parlano del castello e della comunità civile di Frontone risalgono all’undicesimo secolo, e la sua storia, fino alla fine del quattordicesimo secolo, fu legata indissolubilmente a quella di Cagli, a cui appartenne come feudo. Divenne poi possedimento eugubino sotto la signoria dei Gabrielli fino al 1420 e passò quindi al Ducato di Urbino, salvo una brevissima dominazione Malatestiana. Nel 1530 il castello ed il territorio di Frontone divennero contea del Ducato di Urbino, dono di Francesco Maria I Della Rovere al nobile modenese Gianmaria Della Porta e tali rimasero fino all’abolizione delle giurisdizioni feudali per effetto dell’annessione al Regno d’Italia napoleonico (1808), abolizione poi rinnovata da Papa Pio VII (1816) .
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Itinerario rinascimentale tra Umbria e Marche sulle orme dei Montefeltro
Itinerario rinascimentale tra Umbria e Marche sulle orme dei Montefeltro

Questo itinerario ci porterà attraverso alcune delle più affascinanti città dell’Umbria e delle Marche, seguendo le tracce dei Montefeltro e del Rinascimento. Ogni tappa offre un’opportunità unica per immergersi nella storia, nell’arte e nella cultura di una delle epoche più affascinanti d’Italia.
La prima tappa del nostro percorso è GUBBIO, una delle città più antiche dell’Umbria. In piazza Grande svetta il Palazzo dei Consoli, un esempio straordinario di architettura gotica che ospita il Museo Civico. Sarà possibile ammirare la collezione di arte e manufatti storici, tra cui le Tavole Eugubine. Non distante il Palazzo Ducale, esempio unico di architettura rinascimentale, voluto da Federico da Montefeltro attorno al 1476 come residenza per la famiglia, sull’illustre esempio di quello urbinate. L’interno conserva alcuni arredi originari e una straordinaria replica dello studiolo di Federico, rivestito di pannelli in legno intarsiati su disegni di Francesco di Giorgio. Da non perdere una passeggiata lungo le strade medievali di Gubbio, respirando l’atmosfera unica di questa città, o la risalita con la funivia sul Colle Eletto per ammirare un panorama mozzafiato e visitare la Basilica di Sant’Ubaldo.
Il percorso prosegue verso URBINO, città natale di Raffaello Sanzio e culla del Rinascimento italiano. Poggiata sulle colline della Valle del Metauro, la città appare da lontano con il suo Palazzo Ducale, costruito dal Duca Federico da Montefeltro, è un capolavoro rinascimentale. All’interno, custodisce la Galleria Nazionale delle Marche, che ospita opere di Piero della Francesca, Tiziano e, naturalmente, Raffaello. Lo studiolo del duca Federico, all’interno del Palazzo, custodisce un pregevole soffitto a cassettoni ed è rivestito nella fascia inferiore di legni intarsiati da Baccio Pontelli su disegni di Sandro Botticelli, Francesco di Giorgio Martini e Donato Bramante.
Dirigendoci verso la costa, una sosta è d’obbligo a GRADARA. Borgo di confine a pochi passi dalla Romagna, immerso nelle colline ma vicino al mare, è uno spazio fermo in un altro tempo. Il borgo da sempre si identifica con la sua Rocca che per secoli ha difeso dinastie nobili e famose quali i Malatesta, gli Sforza e i Borgia. Citata anche da Dante nella Divina Commedia per l’amore tragico di Paolo e Francesca.
L’itinerario si conclude a PESARO, sulla costa adriatica. Capitale Italiana per la Cultura nel 2024, città creativa UNESCO per la musica e città della bicicletta. Tra i luoghi da visitare in città sicuramente vi è il Palazzo Ducale, una splendida residenza rinascimentale costruita dai Duchi di Urbino, che si erge maestoso sulla piazza. Città natale di Gioacchino Rossini tante sono i luoghi che ricordano l’illustre personaggio come la sua casa o il Teatro a lui intitolato. Non si può perdere la Villa Imperiale, situata sulle colline che sovrastano Pesaro. Questa residenza rinascimentale, immersa in un parco rigoglioso, è una delle più belle d’Italia.
La città vanta una lunga spiaggia di sabbia dorata, perfetta per rilassarsi sotto il sole. Il lungomare è costeggiato da palme e offre una splendida vista sul Mare Adriatico. Suggeriamo di fare una passeggiata, noleggiare una bicicletta o semplicemente godersi il mare e il sole.
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Tour delle Abbazie tra Umbria e Marche: un itinerario nei luoghi del silenzio e della preghiera
Tour delle Abbazie tra Umbria e Marche: un itinerario nei luoghi del silenzio e della preghiera

Questo territorio è da sempre una terra di mezzo, estremamente importante dal punto di vista storico e culturale perché crocevia di popoli e tradizioni, a legare – nel passare del tempo – le varie culture è stata la religione, che ha, attraverso chiese, conventi, abbazie, eremi, formato ed influenzato diverse generazioni.
Partendo dal territorio delle Marche la prima tappa del nostro itinerario è la chiesa di Sant’Ansovino di Avacelli che si trova nel territorio di ARCEVIA, lungo la strada che porta a Serra San Quirico. Costruita intorno all’XI sec., è una delle chiese che probabilmente appartenne all’Ordine dei Templari, intorno ad essa molte sono le leggende legate al fascino e ai tanti segreti che i Cavalieri celavano, una di queste parla di un antico tesoro nascosto proprio nei dintorni della chiesa. Curiosa la storia di un custode che nel ‘600, cercando quest’antica ricchezza spaccò a metà la croce astile con le sei sfere – simbolo dei Cavalieri Templari – che si trova sulla facciata, a quanto pare non vi trovò oro ma una pigna di terracotta.
La seconda tappa del tour porta all’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, nel territorio di GENGA, uno degli edifici in stile romanico più belli e importanti delle Marche. La chiesa, costruita nella terra di nascita di San Benedetto a cui originariamente sarebbe stata intitolata, venne edificata dai Longobardi verso la fine del 900. Molto del fascino di questo grande edificio è dovuto alla sua splendida e scenografica posizione, nella GOLA DI FRASASSI dove le montagne creano una sorta di suggestivo anfiteatro. Sobria e imponente ha una struttura in grossi blocchi di pietra bianchi, la mancanza di decorazioni – in perfetto accordo con i canoni artistici dell’epoca e con i dettami della fede – regala al visitatore un’atmosfera di purezza ed essenzialità. Un particolare misterioso ha da sempre attirato l’attenzione di studiosi e curiosi che si sono chiesti il significato del simbolo dell’Infinito rovesciato che si trova vicino alla porta sinistra dell’altare.
Altro esempio importante del romanico marchigiano è rappresentato dalla vicina Abbazia di Santa Croce a SASSOFERRATO, nel territorio di Fabriano, che si trova su di una piccola collina circondata da un’affascinante natura impervia. Particolare e affascinante la sua costruzione, all’interno delle mura di una chiesa già esistente edificata con ogni probabilità dai Cavalieri templari di cui si riconoscono diversi simboli scolpiti su colonne e capitelli. I misteri templari non sono i soli a incuriosire, nel piano superiore infatti si notano delle simbologie che rievocano il dio Mytra divinità pagana alla quale era probabilmente dedicato l’antico tempio originale.
Meta della quarta tappa è l’Abbazia di Sant’Emiliano in CONGIUNTOLI, che, dedicata al martire di Numidia, Emiliano, si trova sulla congiunzione – da qui il nome in Congiuntoli – di due corsi d’acqua l’Esino e il Rio Freddo. Sebbene si trovi in provincia di Perugia, l’antica costruzione in stile romanico-gotico fa territorialmente parte – storicamente e artisticamente – di questa straordinaria zona di confine della Marca di Ancona. Si tratta di una monumentale abbazia benedettina dall’aspetto severo e imponente che comprende il cenobio e la chiesa e che con molta probabilità appartenne all’Ordine templare che, proprio sul Rio Freddo, aveva una sede accertata storicamente. La perdita dell’archivio del monastero non consente datazioni o informazioni precise, certo è che fu molto importante e possedette diverse proprietà vendute nel 1860 quando il regio commissario dell’Umbria soppresse il monastero.
Prima di lasciare le Marche e dirigerci verso l’Umbria, si farà tappa presso il maestoso Monastero o eremo della Santa Croce di FONTE AVELLANA, nei pressi di Serra Sant’Abbondio. Costruito alle pendici del Monte Catria intorno all’Anno Mille come luogo di ritiro spirituale per i monaci che volevano un contatto puro con Dio, immergendosi nel silenzio della natura, è tutt’oggi un’oasi di pace dove la natura abbraccia e protegge la struttura e dove molti si recano per pregare e meditare. Prezioso lo scriptorium San Pier Damiani, l’unico nelle Marche a non essere mai stato restaurato e quindi completamente originale, dove i monaci amanuensi studiavano e copiavano gli antichi testi.
Rientrando in Umbria, nei pressi DI SCHEGGIA E PASCELUPO, si trova l’Abbazia di Santa Maria di Sitria, situata alle falde del monte Nocria (867 metri), nella stretta valle del fosso Artino, all’interno del Parco del Monte Cucco. L’eremo fu costruito da san Romualdo nel 1014 mentre tra il 1018 e il 1021 lo stesso vi fondò il monastero. La chiesa di Sitria è composta da un’unica navata separata, alla maniera benedettina, dal presbiterio tramite una scala in pietra di 8 gradini. È di linee romanico-gotiche, presenta una copertura con volta ogivale in pietra e un altare abbellito da archetti a tre lobi, sorretti da 13 colonnine, delle quali la maggior parte furono rubate negli anni sessanta e ricostruite. Nel catino dell’abside si trova un affresco risalente al XVIII secolo, raffigurante la Crocifissione, di autore ignoto. La cripta sottostante, alla quale si accede per un ingresso al centro della scalinata, è molto elegante e presenta una volta sorretta da una colonna di granito con capitello, quasi sicuramente proveniente da una costruzione di epoca romana. Nel sotterraneo della chiesa, è indicata la cosiddetta prigione di san Romualdo, l’angusta cella in cui il Santo fu rinchiuso per sei mesi dai suoi monaci.
L’ultima tappa del nostro itinerario che si chiude in Umbria, è nei pressi di UMBERTIDE, l’Abbazia di Montecorona è un imponente complesso benedettino fondato nel XII secolo. Immersa in un fitto bosco, l’abbazia è famosa per la sua cripta romanica, un ambiente suggestivo e ricco di mistero. La visita offre l’opportunità di immergersi nella storia medievale e di apprezzare l’arte sacra in un contesto naturale di rara bellezza.
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